Commento di Padre Livio al messaggio della Regina della Pace a Marija di Medjugorje – 25 febbraio
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“Cari figli,
oggi vi invito a vivere profondamente la vostra fede e a pregare l’Altissimo affinché la rafforzi, cosicché i venti e le tempeste non possano spezzarla.
Le radici della vostra fede siano la preghiera e la speranza nella vita eterna.
Già adesso, figlioli, lavorate su voi stessi, in questo tempo di grazia nel quale Dio vi dona la grazia affinché attraverso la rinuncia e la chiamata alla conversione siate uomini dalla fede e dalla speranza limpide e perseveranti.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
Questo messaggio è incentrato sulla fede, la Madonna è venuta qui a Medjugorje ed è rimasta così tanto tempo per risvegliare la fede.
La Madonna è perfettamente consapevole, insieme alla Chiesa, della grande crisi di fede del nostro tempo. Tale crisi è partita dai paesi occidentali, in particolare dall’Europa, ed ha generato una grande apostasia, (ovvero l’abbandono della fede da parte di molti cristiani) che si dilata sempre più; anche se non mancano segni di speranza di tante persone che riscoprono la fede. Anzi è proprio la Madonna stessa che con la Sua presenza aiuta moltissimi a scoprire la fede.
“Cari figli, oggi vi invito a vivere profondamente la vostra fede e a pregare l’Altissimo affinché la rafforzi, cosicché i venti e le tempeste non possano spezzarla”. La Madonna vede che la nostra fede è fragile, esposta a venti di bufera, venti di dottrine di ogni genere. Bufere che possono essere da una parte le tentazioni, dall’altra le persecuzioni, e chi non si è rafforzato nella fede, rischia di perderla.
La Madonna ci invita a pregare come facevano le persone che chiedevano a Gesù un miracolo, e alla domanda di Gesù: ”credi?”, rispondevano: “credo Signore, ma aumenta la mia fede”. La Madonna vuole che la fede non sia soltanto un “sì, credo in qualche cosa”, vuole che si creda col cuore!
La Madonna stessa a Medjugorje ha detto che il “Credo” è la preghiera da Lei più amata e questo è un modo per farci capire quanto sia importante che la nostra professione di fede, il Credo, sia fatta con il cuore.
Vuole che questa fede sia vissuta, che quello che crediamo lo viviamo.
Se noi crediamo in Dio, dobbiamo vivere in amicizia con Dio, dobbiamo vivere seguendo l’esempio di Gesù Cristo, anche portando la croce.
Quando la nostra fede è radicata in Gesù Cristo – tanto che con Lui abbiamo stretto un’amicizia profonda – le tempeste, le persecuzioni, le tentazioni, le disgrazie e i venti delle false dottrine non possono spezzarla.
Se invece la fede non è forte, basta poco, basta una prova.. ad esempio muore una persona e si sente dire: “non credo più in Dio”.
La fede messa alla prova mostra se è radicata o meno. Come fare a radicare la fede?
“Le radici della vostra fede siano la preghiera e la speranza nella vita eterna”, ci dice la Madonna. Perché la preghiera? Perché se la fede è una lampada, la preghiera è l’olio della lampada.
Nella preghiera entriamo in contatto con Dio, con la Santissima Trinità, con Gesù che è l’accesso che ci porta al Padre, con Maria, con gli Angeli, con i Santi. Con la preghiera entriamo nel mondo soprannaturale, Dio viene ad abitare nel nostro cuore.
Mediante la preghiera coltiviamo un’amicizia, un affiatamento che poi ci aiuta a superare i momenti difficili.
Attraverso la preghiera, noi alimentiamo non solo la fede, ma anche la speranza: “la speranza nella vita eterna”.
La Madonna quasi ogni volta nei suoi messaggi ci ricorda la vita eterna. Perché?
Perché attraverso la fede noi vediamo la vita come un pellegrinaggio e in questo pellegrinaggio alziamo gli occhi verso la meta che è il Cielo, dove non c’è più sofferenza, dove non c’è più morte, dove Dio asciuga le lacrime dai nostri occhi, dove c’è a beatitudine, gioia, per cui anche noi, come San Francesco, possiamo dire: ”tanto è il bene che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto”.
La preghiera e la speranza della vita eterna ci aiutano a superare i momenti difficili della fede.
La seconda parte del messaggio, è connessa alla prima, perché l’obiettivo è quello di essere uomini di fede e di speranza limpidi e perseveranti.
“Già adesso, figlioli, lavorate su voi stessi, in questo tempo di grazia”, ed è chiaro il riferimento della Madonna al fatto che stiamo entrando nel tempo di grazia della Quaresima.
In questo tempo di grazia siamo chiamati a continuare nel cammino di conversione, a procedere più speditamente su questa strada, o a convertirci, se siamo sulla via sbagliata, sulla via del male, sulla via spaziosa che sembra allettante, ma che porta alla rovina, a fare la curva ad “U” ed entrare sulla via della salvezza.
“Dio vi dona la grazia affinché attraverso la rinuncia e la chiamata alla conversione siate uomini dalla fede e dalla speranza limpide e perseveranti”.
Il tempo della Quaresima è tempo di preghiera, di conversione e di rinuncia. La parola rinuncia è già stata spiegata tante volte dalla Madonna. Le rinunce sono tante e la Madonna ha proposto il digiuno a pane e acqua il mercoledì e il venerdì, certamente molto rigoroso di quello più blando proposto dalla Chiesa.
La Madonna ha anche detto che possiamo rinunciare a tante altre cose: alla televisione, all’effimero, a tanti piccoli vizi come l’alcool, il fumo. La Madonna ha detto che ognuno di noi sa a cosa deve rinunciare.
Attraverso la rinuncia si sviluppa in noi un distacco dall’effimero e spalanca in noi la fame di Dio, la fame di Eternità, il desiderio di Dio.
Ogni piccola rinuncia fatta col cuore porta a quella che è la rinuncia delle rinunce cioè la rinuncia al peccato, la rinuncia a satana e quindi la decisione di camminare sulla via della salvezza.
In Quaresima dobbiamo intensificare la preghiera, fortificare la fede attraverso le rinunce in modo tale da essere “uomini dalla fede e dalla speranza limpide e perseveranti”.
Cosa significa limpide? La fede è fede, non si può selezionare la fede sulla mia misura “la fede fai da te”, noi dobbiamo entrare nella misura di Dio, non fare entrare Dio nella misura della nostra finitezza. “La fede fai da te” è una grande tentazione! Non possiamo rinchiudere Dio nella nostra mediocrità rendendo la fede a nostra misura. Dio ci chiama a superare la nostra mediocrità.
La fede limpida è la fede senza sconti, senza compromessi, come ideale verso il quale siamo in cammino. Lo sappiamo che non c’è mai identità tra ciò che siamo e ciò che dovremmo essere, però dobbiamo essere in cammino. Se Dio ci vede in cammino ci dà la grazia, ci aiuta.
E poi perseveranti, se uno non persevera non arriva da nessuna parte.
Quindi riprendere ogni giorno il cammino della santità, la via della salvezza… ogni giorno faccio le mie scelte vivendo per Dio, perseverante nella preghiera quotidiana, perseverante nelle mie rinunce quotidiane.
Non è che inizio la Quaresima con il programma di rinunce il Mercoledì delle Ceneri e alla prima Domenica di Quaresima mi sono già stufato.
Se costruiamo una casa per metà e poi la lasciamo lì incompleta per anni, andrà in rovina e questo molte volte è vero come per il nostro edificio spirituale.
Perseveranza: Gesù nel deserto ha pregato e digiunato per 40 giorni e 40 notti, ed ha così potuto respingere le seduzioni del maligno.
Quindi la Madonna ci lascia il programma della Quaresima: intensificare la preghiera, fare una serie di rinunce e nel medesimo tempo mettere a fuoco il nostro cammino di conversione.
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